€380.000 per un albergo-ristorante di circa 1.395 metri quadrati nel cuore dei Monti della Laga.
È il numero che attira l’attenzione.
Ma potrebbe essere anche il numero meno importante dell’intera operazione.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, lo storico albergo-ristorante del Ceppo, nel Comune di Rocca Santa Maria, in provincia di Teramo, sarebbe stato aggiudicato in via provvisoria per €380.000 a Ezio Iervelli, presidente di ANCE Teramo.
La procedura prevedeva un prezzo base di €480.150 e un’offerta minima di €360.112,50.
Il prezzo riportato dalla stampa risulta quindi:
-
circa €100.000 inferiore al prezzo base;
-
circa il 21% sotto la base d’asta;
-
appena il 5,5% circa sopra l’offerta minima.
Numeri interessanti.
Ma nell’hospitality il prezzo di acquisto non coincide quasi mai con il costo dell’investimento.
E negli hotel chiusi da molti anni questa differenza può diventare enorme.
Acquistare un hotel per €380.000 non significa realizzare un investimento alberghiero da €380.000.
L’asset: circa 1.395 mq, 16 camere e una struttura articolata
La documentazione della procedura descrive un fabbricato turistico-ricettivo distribuito su cinque livelli.
Il piano interrato comprende locali accessori, deposito e spazi precedentemente destinati anche all’intrattenimento.
Al piano terra trovano posto:
-
ingresso;
-
tre sale da pranzo;
-
tre cucine;
-
bar;
-
salette;
-
servizi;
-
locali tecnici;
-
deposito;
-
garage;
-
ulteriori spazi accessori.
I due livelli destinati all’ospitalità comprendono complessivamente:
16 camere,
otto al primo piano e otto al secondo, indicate con servizi interni.
Il sottotetto risulta allo stato grezzo.
La superficie commerciale riportata è di circa 1.395 mq, mentre ulteriori documenti collegati alla vendita indicano terreni per complessivi circa 19.000 mq.
Non siamo quindi di fronte semplicemente a 16 camere.
L’asset comprende potenzialmente:
accommodation + F&B + spazi esperienziali + terreni + grandi superfici operative.
Ed è proprio questa configurazione a rendere insufficiente qualsiasi valutazione basata sul solo prezzo d’asta.
€272 al metro quadrato e €23.750 per camera: numeri attraenti, ma incompleti
Rapportando il prezzo di aggiudicazione provvisoria alla superficie:
€380.000 / 1.395 mq
si ottiene circa:
€272 per mq.
Rapportandolo alle 16 camere:
€380.000 / 16
si ottiene:
circa €23.750 per key.
Numeri apparentemente molto bassi.
Ma sarebbe metodologicamente sbagliato concludere che l’hotel sia stato acquistato a €23.750 per camera.
Perché non si stanno acquistando 16 camere operative.
Si sta acquisendo un immobile che deve essere riportato:
-
tecnicamente;
-
amministrativamente;
-
commercialmente;
-
organizzativamente;
-
operativamente
sul mercato.
La distinzione fondamentale è quindi:
Purchase Price per Key ≠ Total Investment per Key.
Il vero prezzo d’ingresso è il Restart Cost
Per un hotel fermo da molti anni la metrica più importante può non essere il purchase price.
È il:
Restart Cost.
Ovvero il capitale necessario per passare:
dal giorno dell’acquisizione
al:
primo giorno nel quale un cliente può nuovamente prenotare, soggiornare, mangiare e pagare nella struttura.
Il Restart Cost può comprendere:
-
verifiche strutturali;
-
impianti;
-
antincendio;
-
efficientamento energetico;
-
camere e bagni;
-
cucine;
-
coperture e facciate;
-
FF&E;
-
tecnologia;
-
software;
-
autorizzazioni;
-
pre-opening;
-
recruiting;
-
marketing;
-
inventory iniziale;
-
working capital.
Ed è qui che la storia economica dell’operazione cambia completamente.
Il Total Investment Cost conta più del prezzo d’asta
Il modello corretto diventa:
Purchase Price
Transaction Costs
Technical CAPEX
FF&E
Compliance
Pre-opening
Marketing
Working Capital
Contingency
=
Total Investment Cost.
Soltanto questo numero consente di valutare l’investimento.
È la stessa logica con cui InvestimentiAlberghieri.it analizza gli hotel provenienti da aste, procedure competitive e situazioni distressed: il discount sull’acquisition price non è una investment thesis.
Quanto cambia l’investimento al variare del CAPEX?
Utilizziamo tre scenari puramente metodologici, che non rappresentano una stima del CAPEX necessario per il Ceppo, ma servono a mostrare quanto possa diventare poco rilevante il prezzo d’acquisto.
Scenario 1 — Restart leggero
Acquisto: €380.000
CAPEX + Restart Cost: €600.000
Total Investment Cost: €980.000
Total Investment per Key:
circa €61.000.
Scenario 2 — Repositioning significativo
Acquisto: €380.000
CAPEX + Restart Cost: €1.500.000
Total Investment Cost: €1.880.000
Total Investment per Key:
circa €117.500.
Scenario 3 — Trasformazione profonda
Acquisto: €380.000
CAPEX + Restart Cost: €3.000.000
Total Investment Cost: €3.380.000
Total Investment per Key:
circa €211.000.
Lo stesso immobile.
Lo stesso prezzo di aggiudicazione.
Tre investimenti completamente differenti.
Ecco perché:
il prezzo di ingresso racconta solo l’inizio dell’operazione.
La seconda domanda: quale prodotto può funzionare al Ceppo?
Dopo la due diligence tecnica arriva la questione decisiva.
Che tipo di hotel deve diventare?
Il Ceppo si trova nel territorio dei Monti della Laga, all’interno di un contesto naturale caratterizzato da montagna, escursionismo e turismo outdoor.
Ma la qualità paesaggistica non costituisce automaticamente domanda alberghiera.
Un asset di questo tipo difficilmente può basarsi sui normali generatori di domanda di un albergo urbano:
-
corporate;
-
aeroportuale;
-
MICE;
-
grandi flussi internazionali.
Deve costruire il proprio mercato.
Il prodotto deve diventare una ragione di viaggio
Il possibile posizionamento potrebbe intercettare:
-
trekking;
-
hiking;
-
cycling;
-
outdoor;
-
turismo naturalistico;
-
famiglie;
-
weekend;
-
gastronomia;
-
piccoli gruppi;
-
retreat;
-
esperienze legate al territorio.
Ma il punto strategico è un altro.
La domanda non dovrebbe essere:
“Quante persone visitano già il Ceppo?”
Dovrebbe essere:
“Quale prodotto possiamo creare perché qualcuno decida di partire appositamente per il Ceppo?”
Nelle destinazioni secondarie questa distinzione determina spesso la differenza tra un albergo semplicemente ristrutturato e un vero destination asset.
Le 16 camere pongono un limite naturale ai ricavi Rooms
Con 16 camere, anche un buon livello di occupazione produce inevitabilmente un tetto alla capacità di generare room revenue.
Diventa quindi fondamentale comprendere il ruolo degli ampi spazi dedicati alla ristorazione.
Il modello economico potrebbe avere almeno due motori:
Rooms
Food & Beverage.
La ristorazione non dovrebbe necessariamente essere vista come servizio accessorio agli ospiti.
Potrebbe diventare un:
autonomo demand generator.
Capace di attrarre clientela locale, escursionisti, famiglie, gruppi ed eventi e, indirettamente, alimentare anche la domanda camere.
Una simulazione sulle 16 camere: quanto possono realmente produrre?
Anche in questo caso utilizziamo esclusivamente scenari illustrativi, non previsioni sull’asset.
Con 16 camere, l’inventario massimo teorico è:
16 × 365 = 5.840 room nights disponibili all’anno.
Immaginiamo tre scenari.
Scenario prudente
Occupazione: 35%
ADR medio: €90
Room nights vendute: circa 2.044
Room Revenue:
circa €184.000 annui.
Scenario base
Occupazione: 50%
ADR medio: €110
Room nights vendute: circa 2.920
Room Revenue:
circa €321.000 annui.
Scenario performante
Occupazione: 65%
ADR medio: €130
Room nights vendute: circa 3.796
Room Revenue:
circa €493.000 annui.
Questa semplice simulazione mostra immediatamente un punto.
Anche nello scenario più favorevole:
le camere da sole potrebbero non giustificare un Total Investment Cost elevato.
Diventano quindi cruciali:
-
ristorazione;
-
eventi;
-
esperienze;
-
eventuali servizi wellness;
-
valorizzazione degli spazi esterni;
-
possibili ulteriori fonti di ricavo.
Il business plan dell’asset deve essere costruito sull’intero ecosistema di ricavi.
Non semplicemente sulle 16 chiavi.
La Product Feasibility deve precedere il CAPEX
Uno degli errori più pericolosi sarebbe restaurare semplicemente l’albergo che esisteva in passato.
Prima di decidere dove investire il capitale occorre capire:
Servono realmente 16 camere?
Possono essere aumentate?
Le superfici ristorative sono correttamente dimensionate?
Gli spazi originariamente destinati all’intrattenimento conservano valore?
I terreni possono essere integrati nel prodotto?
Ha senso aggiungere wellness?
Quale spazio deve essere destinato alle esperienze outdoor?
Qual è il target principale: leisure, family, gruppi, retreat?
Il processo corretto dovrebbe essere:
Demand Analysis
↓
Product Definition
↓
Operating Model
↓
Revenue Forecast
↓
Sustainable CAPEX
↓
Development
↓
Opening.
Non il contrario.
I terreni possono trasformarsi da accessorio immobiliare a componente del prodotto
Gli oltre 19.000 mq di terreni meritano un’analisi specifica.
Naturalmente qualsiasi ipotesi dipenderà da:
-
destinazione urbanistica;
-
vincoli;
-
autorizzazioni;
-
tutela paesaggistica;
-
effettiva possibilità di utilizzo.
Ma, se compatibile, la presenza di terreni potrebbe contribuire a costruire un’offerta che superi il semplice pernottamento.
Outdoor.
Esperienze.
Attività legate al territorio.
Spazi per famiglie.
Eventi.
Food.
Relax.
È uno degli elementi sui quali una due diligence non dovrebbe limitarsi a verificare il valore fondiario.
Dovrebbe chiedersi:
quanto fatturato addizionale possono contribuire a generare?
Accessibilità: il luogo più autentico può diventare anche il più difficile da vendere
Nell’hospitality di montagna l’isolamento ha un doppio valore.
Può essere:
un vantaggio,
perché produce natura, autenticità e tranquillità;
oppure:
un limite,
perché riduce il bacino potenziale e aumenta il costo logistico dell’operazione.
Il principio è semplice:
più difficile è raggiungere una destinazione, più forte deve essere il motivo per raggiungerla.
Questo dovrebbe essere uno dei criteri guida del futuro posizionamento.
Il personale potrebbe essere una criticità maggiore del prezzo dell’immobile
Negli hotel delle aree interne il problema non è soltanto trovare clienti.
È anche trovare persone.
Un underwriting serio dovrebbe valutare:
-
disponibilità di personale locale;
-
costo del lavoro;
-
stagionalità;
-
trasporti;
-
eventuale necessità di staff housing;
-
retention;
-
competenze F&B.
Per una struttura di sole 16 camere, anche pochi FTE aggiuntivi possono modificare radicalmente il break-even.
È uno dei temi centrali nelle analisi operative di HotelManagementGroup.it:
dimensionare l’organizzazione rispetto ai ricavi realmente producibili.
Il vero test è il Break-even Revenue
Dopo aver costruito il prodotto occorre rispondere a una domanda molto meno emozionale:
quanto deve fatturare la struttura per non perdere denaro?
Il modello parte da:
Fixed Costs
personale fisso
assicurazioni
amministrazione
manutenzione programmata
tecnologia
marketing
costi strutturali
Variable Costs
food cost
lavanderia
commissioni
utilities
housekeeping
amenities
=
Break-even Revenue.
Soltanto dopo aver determinato il break-even ha senso discutere ADR, occupazione e marginalità.
Quanto EBITDA deve produrre l’operazione?
Il passaggio finale è finanziario.
Una volta conosciuto il Total Investment Cost bisogna chiedersi:
quale EBITDA stabilizzato può realisticamente generare il progetto?
Il modello diventa:
Purchase Price
CAPEX
Restart Cost
Working Capital
=
Total Investment Cost
↓
Stabilised Revenue
↓
Stabilised EBITDA
↓
Stabilised Value
↓
Investor Return.
Questa è la sequenza che determina se un asset sia stato semplicemente comprato a poco oppure rappresenti realmente una buona operazione.
€380.000 potrebbero essere pochissimi. Oppure diventare economicamente marginali.
Questo è il vero paradosso.
Se il Total Investment Cost finale fosse vicino a €1 milione, il purchase price avrebbe ancora un peso molto significativo.
Se l’investimento complessivo salisse verso €2-3 milioni o oltre, i €380.000 iniziali diventerebbero progressivamente meno determinanti.
È il principio su cui Investhotel.it analizza gli hotel distressed e le special situations:
il prezzo dell’immobile non coincide con il costo dell’operazione.
E il costo dell’operazione non coincide con il suo valore.
Dall’asta alla creazione di valore
L’asta risolve due questioni:
chi acquisisce
e
a quale prezzo.
Non determina invece:
-
concept;
-
CAPEX;
-
domanda;
-
organizzazione;
-
personale;
-
distribuzione;
-
EBITDA;
-
valore stabilizzato.
Queste variabili iniziano dopo.
Ed è proprio qui che comincia il vero lavoro imprenditoriale.
Real Estate Price, Business Value e Hospitality Investment Value sono tre cose diverse
Il Ceppo consente di distinguere chiaramente tre concetti.
Real Estate Acquisition Price
Il prezzo pagato per acquistare l’immobile.
Operating Business Value
Il valore dell’attività quando il business sarà operativo e stabilizzato.
Hospitality Investment Value
Il valore dell’opportunità rispetto al capitale complessivamente investito e al rendimento richiesto.
Confondere questi tre piani porta a uno degli errori più frequenti nel settore:
pensare che un hotel sia conveniente semplicemente perché costa poco.
Gli approfondimenti di RobertoNecci.it insistono proprio sulla necessità di distinguere valore immobiliare, valore dell’azienda alberghiera e capacità prospettica di generare reddito.
Attenzione: oggi si parla ancora di aggiudicazione provvisoria
Un ultimo punto deve rimanere chiaro.
La stampa territoriale qualifica l’esito come:
aggiudicazione provvisoria.
È quindi corretto distinguere tra:
esito dell’asta
e
definitivo trasferimento della proprietà.
Fino al perfezionamento degli atti della procedura, sarebbe improprio presentare l’operazione come acquisizione definitivamente conclusa.
È una distinzione importante, soprattutto per un sito che vuole leggere le opportunità alberghiere con un approccio analitico e non semplicemente giornalistico.
La lezione del Ceppo
Il caso sintetizza perfettamente alcuni principi fondamentali dell’investimento alberghiero.
1. Il prezzo d’asta non è il Total Investment Cost.
2. Il prezzo per key può essere fuorviante se l’hotel non è operativo.
3. Negli asset chiusi il Restart Cost può contare più dell’acquisition price.
4. La Product Feasibility deve precedere il CAPEX.
5. In un hotel di sole 16 camere, F&B e ancillary revenues possono essere determinanti.
6. Nelle aree interne il prodotto deve diventare esso stesso una ragione di viaggio.
7. Il vero valore nasce dall’EBITDA sostenibile, non dallo sconto ottenuto in asta.
Il framework finale
L’asta determina l’Acquisition Price.
La due diligence determina il rischio.
La Product Feasibility determina cosa costruire.
Il Restart Cost determina il capitale necessario per riaprire.
Il CAPEX determina la qualità del prodotto.
La domanda determina il fatturato.
L’organizzazione determina il break-even.
La gestione determina l’EBITDA.
L’EBITDA determina il valore.
Ed è soltanto alla fine di questa sequenza che sarà possibile capire se i €380.000 rappresentino semplicemente un prezzo d’ingresso molto basso oppure l’origine di:
un investimento alberghiero ad alto potenziale.
InvestimentiAlberghieri.it | Distressed Hospitality & Special Situations
Gli hotel chiusi, provenienti da aste, procedure competitive o situazioni di discontinuità non possono essere valutati esclusivamente attraverso il prezzo immobiliare.
L’analisi deve integrare:
real estate + due diligence + Product Feasibility + Restart Cost + CAPEX + domanda + management + EBITDA + stabilised value.
InvestimentiAlberghieri.it analizza investimenti, aste, riconversioni, opportunità e special situations nel mercato hospitality italiano.
Per analisi sul valore degli hotel, sull’economia alberghiera e sulla sostenibilità delle aziende ricettive: RobertoNecci.it.
Per hotel distressed, UTP/NPL, turnaround, ristrutturazioni del debito e operazioni straordinarie: Investhotel.it.
Per business planning, organizzazione, controllo di gestione e performance operative: HotelManagementGroup.it.
Per analisi di investimento, hotel distressed, asset da rilanciare, aste e special situations:
info@investimentialberghieri.it