Per un family office, acquistare un hotel non significa semplicemente comprare un immobile.
Significa decidere di allocare capitale su un'attività complessa, nella quale real estate, performance operativa, management, struttura finanziaria, CAPEX e strategia di uscita sono strettamente interconnessi.
È proprio questa complessità a rendere l'investimento alberghiero potenzialmente interessante, ma anche particolarmente esposto a errori di valutazione.
Un asset può trovarsi in una destinazione primaria, avere un edificio di qualità e presentare un prezzo apparentemente competitivo.
Tutto questo, da solo, non basta.
La domanda corretta non è:
“Quanto costa questo hotel?”
E nemmeno soltanto:
“Quanto vale?”
La domanda realmente utile per un family office è:
“Quale rendimento corretto per il rischio può produrre questo capitale, attraverso quale strategia, in quale orizzonte temporale e con quale probabilità di preservare il valore patrimoniale?”
È questa la domanda che dovrebbe precedere qualsiasi decisione di investimento.
Su InvestimentiAlberghieri.it analizziamo il settore partendo proprio da questo principio: un hotel non è soltanto real estate, ma una piattaforma economica che deve essere valutata nella sua capacità di generare redditività, valore e liquidità futura.
Il primo errore: confondere valore immobiliare e valore dell'investimento
Un edificio alberghiero può avere un importante valore immobiliare e, contemporaneamente, rappresentare un investimento poco efficiente.
Il rendimento dipende infatti da numerosi elementi:
-
capacità ricettiva;
-
dimensione e configurazione delle camere;
-
destinazione;
-
posizionamento competitivo;
-
ADR;
-
occupancy;
-
RevPAR;
-
segmentazione della domanda;
-
costi operativi;
-
costo del personale;
-
management;
-
CAPEX;
-
contratto di gestione o locazione;
-
costo del debito;
-
fiscalità;
-
valore prospettico dell'asset;
-
possibilità di exit.
Per questo motivo il family office dovrebbe evitare di analizzare separatamente immobile e azienda alberghiera.
Nel settore hospitality, la capacità dell'immobile di produrre valore dipende inevitabilmente dal business che ospita.
Ed è proprio l'integrazione tra valore patrimoniale e capacità reddituale a determinare la qualità dell'investimento.
Su Hotel Management Group questo approccio viene sviluppato attraverso analisi strategiche, operative ed economico-finanziarie applicate al settore alberghiero.
1. Capire perché si sta investendo
Prima di analizzare il singolo hotel occorre definire la strategia patrimoniale.
Un family office può perseguire obiettivi molto differenti:
-
conservazione del capitale;
-
rendimento periodico;
-
crescita patrimoniale;
-
diversificazione;
-
investimento immobiliare core;
-
esposizione al settore hospitality;
-
strategia value-add;
-
turnaround;
-
sviluppo;
-
opportunistic investment;
-
acquisizione e aggregazione di più asset.
La stessa struttura alberghiera può risultare coerente con una strategia e totalmente inadatta a un'altra.
Un asset con forte componente immobiliare, rendimento iniziale contenuto ma rischio limitato può essere compatibile con una strategia di conservazione patrimoniale.
Lo stesso asset potrebbe essere poco interessante per chi ricerca un rendimento elevato attraverso una strategia value-add.
La sequenza corretta è quindi:
strategia → asset → struttura finanziaria → rendimento atteso
non il contrario.
2. Opportunity cost: il capitale deve competere con le alternative
Ogni investimento dovrebbe essere confrontato con il rendimento ottenibile attraverso allocazioni alternative del capitale.
Questo principio è particolarmente importante per un family office.
Immobilizzare €20, €30 o €50 milioni in un asset alberghiero significa rinunciare, almeno in parte, ad altre possibili allocazioni:
-
fixed income;
-
private equity;
-
real estate tradizionale;
-
infrastrutture;
-
private debt;
-
mercati finanziari;
-
altri investimenti illiquidi.
La domanda non è quindi soltanto:
“Questo hotel produce un rendimento?”
Ma:
“Il rendimento atteso compensa realmente il rischio, l'illiquidità e la complessità rispetto alle alternative disponibili?”
È il principio del risk-adjusted return.
Un rendimento nominalmente interessante può diventare poco attraente se ottenuto attraverso:
-
elevata leva finanziaria;
-
CAPEX incerto;
-
forte rischio operativo;
-
eccessiva dipendenza dal ciclo;
-
elevata concentrazione geografica;
-
exit difficilmente prevedibile.
3. Valutare il mercato prima dell'hotel
Uno degli errori più frequenti consiste nell'innamorarsi dell'asset prima di avere compreso il mercato.
Prima di analizzare la singola struttura occorre studiare almeno tre dimensioni.
Domanda
-
provenienza geografica;
-
leisure/business mix;
-
durata media del soggiorno;
-
stagionalità;
-
eventi;
-
domanda internazionale;
-
accessibilità;
-
evoluzione dei mercati di origine.
Offerta
-
numero di camere esistenti;
-
pipeline alberghiera;
-
nuovi competitor;
-
conversioni immobiliari;
-
brand presenti;
-
livello qualitativo dell'offerta;
-
concentrazione di categoria.
Performance
Devono essere analizzati almeno:
-
occupancy;
-
ADR;
-
RevPAR;
-
dinamica pluriennale;
-
posizionamento competitivo;
-
capacità del mercato di assorbire nuova offerta.
Una destinazione in crescita non rende automaticamente interessante ogni hotel.
Allo stesso modo, un mercato maturo può offrire opportunità eccellenti quando l'asset presenta una combinazione favorevole tra prezzo, riposizionamento e capacità di generare redditività.
4. Valutare il prodotto fisico
Il secondo livello riguarda l'hotel in quanto prodotto.
Occorre verificare:
-
numero di camere;
-
metratura media;
-
distribuzione delle tipologie;
-
aree comuni;
-
ristorazione;
-
meeting;
-
wellness;
-
parcheggi;
-
spazi non utilizzati;
-
vincoli architettonici;
-
possibilità di ampliamento;
-
possibilità di riconversione;
-
stato degli impianti;
-
efficienza distributiva.
Molte criticità non emergono da un foglio Excel.
Un hotel può apparire interessante finanziariamente ma presentare limiti strutturali che rendono molto costoso qualsiasi riposizionamento.
La qualità del prodotto deve quindi essere analizzata prima di assumere ipotesi aggressive su ADR, occupancy e marginalità.
5. Analizzare la gestione: il GOP viene prima dell'EBITDA immobiliare
Il fatturato, preso isolatamente, racconta poco.
Occorre comprendere quanta redditività l'hotel riesca realmente a generare.
Tra le principali voci da analizzare:
-
ricavi camere;
-
F&B;
-
ancillary revenue;
-
costo del personale;
-
housekeeping;
-
commissioni OTA;
-
utilities;
-
manutenzione;
-
marketing;
-
amministrazione;
-
GOP;
-
GOP margin.
Il Gross Operating Profit consente di comprendere la capacità della struttura di generare redditività prima delle componenti immobiliari, finanziarie e fiscali.
Due hotel con €10 milioni di fatturato possono avere valori molto diversi se uno produce un GOP del 15% e l'altro del 35%.
6. Ricostruire un EBITDA normalizzato
I dati storici devono essere interpretati.
Questo vale soprattutto per strutture indipendenti, familiari o gestite per lungo tempo dalla stessa proprietà.
Possono esistere:
-
costi personali;
-
servizi infragruppo;
-
canoni fuori mercato;
-
personale sovradimensionato;
-
personale sottodimensionato;
-
manutenzioni rinviate;
-
costi straordinari;
-
compensi amministrativi non normalizzati;
-
condizioni commerciali non replicabili.
L'investitore deve quindi distinguere tra:
risultato contabile
e
redditività economica sostenibile
La ricostruzione dell'EBITDA normalizzato rappresenta uno dei passaggi più delicati della due diligence.
Su Investhotel l'analisi delle operazioni alberghiere viene affrontata proprio attraverso l'integrazione tra dimensione industriale, economico-finanziaria e strategica.
7. Determinare il CAPEX reale
Il CAPEX è una delle variabili più frequentemente sottostimate.
Occorre distinguere almeno quattro categorie.
Deferred maintenance
Investimenti rinviati dalla proprietà precedente.
Compliance CAPEX
Interventi necessari per:
-
impianti;
-
sicurezza;
-
prevenzione incendi;
-
accessibilità;
-
normative;
-
adeguamenti tecnologici.
Renovation CAPEX
Interventi necessari per mantenere competitivo il prodotto.
Strategic CAPEX
Investimenti destinati a modificare il posizionamento:
-
ampliamento;
-
nuove camere;
-
ristorazione;
-
rooftop;
-
SPA;
-
meeting;
-
cambio categoria;
-
ingresso in un brand.
Il prezzo di acquisto non dovrebbe mai essere analizzato da solo.
Un esempio: il prezzo non è il capitale investito
Supponiamo un hotel acquistato a:
€20 milioni
A questo importo devono essere aggiunti:
-
CAPEX: €6 milioni;
-
transaction costs: €1 milione;
-
working capital: €500.000;
-
pre-opening e repositioning: €500.000.
Il capitale effettivamente necessario diventa:
€28 milioni
Se l'hotel producesse un EBITDA stabilizzato di €2,2 milioni, il rendimento operativo sul capitale investito non dovrebbe essere calcolato sui €20 milioni del prezzo di acquisto.
Dovrebbe essere calcolato sui €28 milioni effettivamente immobilizzati.
È una differenza sostanziale.
Ed è proprio su differenze di questo tipo che molte operazioni apparentemente interessanti diventano meno attrattive quando vengono analizzate correttamente.
8. Calcolare il Total Invested Capital
Il vero capitale investito dovrebbe comprendere:
Purchase Price
Transaction Costs
CAPEX
Working Capital
Pre-opening Costs
Repositioning Costs
Financing Costs
=
TOTAL INVESTED CAPITAL
Solo dopo avere ricostruito questo valore è possibile misurare correttamente rendimento e creazione di valore.
9. Costruire almeno tre scenari
Un family office non dovrebbe prendere una decisione sulla base di un singolo business plan.
La valutazione dovrebbe comprendere almeno:
Downside Case
Scenario prudenziale.
Base Case
Scenario considerato maggiormente realistico.
Upside Case
Scenario nel quale le principali leve di creazione del valore vengono realizzate.
Le variabili da stressare dovrebbero comprendere:
-
occupancy;
-
ADR;
-
GOP margin;
-
costo del personale;
-
inflazione;
-
CAPEX;
-
costo del debito;
-
tempi di ramp-up;
-
exit multiple;
-
tempi di vendita.
La domanda più importante non è:
“Quando l'investimento funziona?”
Ma:
“In quali condizioni smette di funzionare?”
È in questa domanda che si concentra la vera analisi del rischio.
10. Misurare i ritorni corretti
Tra gli indicatori più utili:
Yield
Misura il rendimento rispetto al capitale investito.
Cash-on-Cash Return
Misura il rendimento annuale sul capitale proprio.
Equity Multiple
Misura quante volte viene restituito il capitale investito.
IRR
Misura il rendimento annualizzato considerando flussi di cassa ed exit.
Payback Period
Indica il tempo necessario per recuperare il capitale investito.
Nessun indicatore dovrebbe essere utilizzato isolatamente.
Un IRR elevato può dipendere da una leva finanziaria aggressiva.
Un elevato cash-on-cash può convivere con un rischio significativo sull'exit.
Un multiplo interessante può essere ottenuto attraverso un holding period molto lungo.
Per questo la valutazione dovrebbe essere sempre costruita in termini di:
rendimento + rischio + durata + liquidità
11. Valutare il debito
La leva finanziaria può migliorare il rendimento dell'equity.
Ma può anche trasformare un buon investimento industriale in un'operazione fragile.
Devono essere simulati almeno:
-
Loan-to-Value;
-
Loan-to-Cost;
-
Debt Service;
-
DSCR;
-
costo del debito;
-
amortization;
-
covenant;
-
refinancing risk.
È particolarmente importante stressare il modello in presenza di:
-
tassi superiori alle aspettative;
-
performance inferiori al budget;
-
ritardi nel ramp-up;
-
CAPEX superiore alle previsioni.
La leva dovrebbe accelerare il rendimento.
Non diventare il motivo per cui l'operazione funziona.
12. Brand, lease o management agreement?
La struttura gestionale può modificare radicalmente il valore dell'investimento.
Occorre valutare:
-
gestione diretta;
-
franchising;
-
management agreement;
-
lease;
-
hybrid agreement.
Un brand internazionale può migliorare:
-
distribuzione;
-
domanda internazionale;
-
corporate business;
-
loyalty;
-
notorietà;
-
pricing power.
Ma introduce anche:
-
franchise fee;
-
management fee;
-
reservation fee;
-
marketing fee;
-
loyalty cost;
-
PIP;
-
rigidità contrattuale.
Il valore del brand deve quindi essere misurato economicamente.
Non semplicemente percepito.
13. Capire chi gestirà realmente l'hotel
Un hotel non è un immobile passivo.
È un'azienda operativa aperta 365 giorni l'anno.
La qualità del management incide direttamente su:
-
revenue;
-
costi;
-
reputazione;
-
personale;
-
manutenzione;
-
distribuzione;
-
GOP;
-
capacità di implementare il business plan.
Per un family office privo di competenze operative dirette nell'hospitality, la selezione del gestore dovrebbe quindi essere considerata parte integrante dell'investimento.
14. Analizzare la concentrazione patrimoniale
Un ulteriore tema, spesso sottovalutato, riguarda il peso dell'operazione sul patrimonio complessivo.
Un investimento può essere valido in termini assoluti ma eccessivamente concentrato in termini relativi.
Un family office dovrebbe valutare:
-
incidenza dell'investimento sul NAV;
-
concentrazione geografica;
-
concentrazione settoriale;
-
esposizione allo stesso ciclo economico;
-
duration del capitale;
-
liquidità residua;
-
capacità di sostenere eventuali capital call future.
L'analisi non dovrebbe quindi fermarsi all'asset.
Deve includere il portafoglio.
15. Valutare l'exit prima dell'ingresso
Un investimento professionale dovrebbe progettare l'uscita prima dell'acquisizione.
Occorre chiedersi:
Chi potrebbe acquistare questo hotel fra cinque o sette anni?
Tra i potenziali acquirenti:
-
fondi immobiliari;
-
hospitality funds;
-
private equity;
-
REIT;
-
family office;
-
operatori alberghieri;
-
investitori istituzionali.
Il valore futuro dipenderà da:
-
performance;
-
qualità dell'asset;
-
brand;
-
operatore;
-
durata dei contratti;
-
mercato dei capitali;
-
costo del debito;
-
liquidità dell'asset class.
Un investment case nel quale l'exit dipende da ipotesi eccessivamente ottimistiche dovrebbe essere analizzato con particolare prudenza.
16. Identificare la leva reale di creazione del valore
Prima di investire dovrebbe essere possibile completare questa frase:
“Acquistiamo questo asset perché possiamo creare valore attraverso…”
Le leve possono essere:
-
incremento ADR;
-
aumento occupancy;
-
migliore distribuzione;
-
nuovo brand;
-
riposizionamento;
-
ampliamento;
-
riduzione dei costi;
-
incremento GOP;
-
nuova gestione;
-
cambio categoria;
-
valorizzazione di spazi inutilizzati;
-
rifinanziamento;
-
aggregazione in piattaforma;
-
successiva vendita.
Se la risposta non è chiara, probabilmente non è ancora chiara nemmeno la strategia.
17. La vera domanda dell'Investment Committee
A conclusione dell'analisi, il family office dovrebbe essere in grado di rispondere con chiarezza a sei domande.
1. Perché questo asset?
2. Perché questo mercato?
3. Perché questo prezzo?
4. Dove si genera la creazione di valore?
5. Qual è il rischio di perdita permanente del capitale?
6. Chi comprerà l'asset quando vorremo uscire?
Se una di queste risposte resta debole, l'operazione merita ulteriore approfondimento.
Prima si analizza. Poi si immobilizza capitale.
Nel mercato alberghiero le operazioni più rischiose non sono necessariamente quelle più costose.
Sono quelle nelle quali il capitale viene immobilizzato prima di aver compreso pienamente:
-
mercato;
-
prodotto;
-
management;
-
redditività;
-
CAPEX;
-
debito;
-
rischio;
-
concentrazione;
-
exit.
Per un family office l'approccio dovrebbe essere opposto.
Prima si costruisce l'investment thesis.
Poi si verifica il downside.
Infine si investe.
Il capitale familiare ha generalmente una caratteristica particolare: non deve soltanto produrre rendimento.
Deve anche essere preservato, trasferibile e difendibile nel tempo.
Per questo la qualità dell'analisi che precede l'investimento è spesso più importante della velocità con cui viene conclusa l'operazione.
Una buona acquisizione non nasce quando si firma.
Nasce quando si decide correttamente cosa non comprare.
L'attività sviluppata attraverso RobertoNecci.it, InvestimentiAlberghieri.it, Investhotel.it e Hotel Management Groupparte proprio dall'integrazione tra analisi alberghiera, business planning, strategia, valutazione economica e comprensione dell'asset.
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Prima di procedere con acquisizioni, immobilizzazione di capitale o negoziazioni definitive, è possibile sviluppare un'analisi indipendente dell'operazione che comprenda:
-
mercato;
-
posizionamento;
-
performance potenziale;
-
business plan;
-
GOP ed EBITDA normalizzato;
-
CAPEX;
-
struttura finanziaria;
-
scenari downside/base/upside;
-
ritorni attesi;
-
principali rischi;
-
strategia di valorizzazione;
-
ipotesi di exit.
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