L’ex albergo tre stelle di viale Manzoni è stato aggiudicato all’asta a una società con sede a Cipro. Secondo quanto ricostruito da Il Tirreno, dietro l’operazione vi sarebbero imprenditori e capitali russi. Il progetto prevederebbe lo svincolo alberghiero e la trasformazione dell’immobile in appartamenti. Ma il prezzo di acquisto è soltanto la prima voce dell’investimento.

Un albergo con 54 camere distribuite su sei livelli, acquistato all’asta per 460.000 euro.

Il dato relativo all’ex Hotel Augustus di Montecatini Terme colpisce immediatamente: il prezzo teorico di ingresso equivale a circa 8.500 euro per camera.

Una cifra apparentemente molto contenuta, soprattutto se confrontata con il costo necessario per costruire oggi una struttura ricettiva di dimensioni analoghe.

Ma sarebbe sbagliato concludere che l’immobile sia stato necessariamente acquistato a un prezzo eccezionalmente conveniente.

Un hotel chiuso da anni, degradato, privo di ricavi, con impianti da verificare e una destinazione d’uso da modificare non rappresenta semplicemente un immobile sottovalutato. Rappresenta un’operazione complessa nella quale il costo di acquisto può essere soltanto una frazione dell’investimento complessivo.

È questa la vera chiave di lettura del caso Augustus.

Hotel Augustus Montecatini: i dati dell’operazione

Secondo quanto riportato da Il Tirreno, l’ex Hotel Augustus di viale Manzoni era una struttura alberghiera tre stelle, chiusa da tempo e progressivamente finita in stato di abbandono.

Una prima asta, con un prezzo base indicato in circa 340.000 euro, non sarebbe andata a buon fine.

La procedura successiva si sarebbe invece conclusa con un investimento di circa 460.000 euro.

La scheda dell’immobile

  • Località: Montecatini Terme

  • Indirizzo: viale Manzoni

  • Destinazione originaria: hotel tre stelle

  • Numero di camere: 54

  • Sviluppo: sei livelli

  • Prezzo di acquisto: circa 460.000 euro

  • Prezzo teorico per camera: circa 8.500 euro

  • Stato dell’immobile: struttura chiusa e da riqualificare

  • Progetto indicato: trasformazione in appartamenti

  • Acquirente: società con sede a Cipro

  • Provenienza dei capitali: riconducibile, secondo la ricostruzione giornalistica, a imprenditori e capitali russi

Il prezzo per camera è un dato suggestivo, ma non costituisce da solo un indicatore sufficiente per valutare la convenienza dell’operazione.

Per comprendere il reale valore dell’Augustus sarebbe necessario conoscere almeno:

  • la superficie commerciale complessiva;

  • la situazione urbanistica e catastale;

  • lo stato delle strutture e degli impianti;

  • la presenza di eventuali vincoli;

  • i costi di bonifica e messa in sicurezza;

  • gli oneri per il cambio di destinazione;

  • il costo della riqualificazione;

  • i tempi amministrativi;

  • il valore di vendita degli appartamenti;

  • la capacità del mercato locale di assorbire le nuove unità.

Sono gli elementi che una corretta due diligence dovrebbe analizzare prima dell’acquisto, e non dopo.

Le operazioni su immobili alberghieri dismessi richiedono infatti una lettura integrata immobiliare, finanziaria, urbanistica e gestionale, come evidenziato nelle analisi di InvestimentiAlberghieri.it.

Perché 460.000 euro non rappresentano il costo reale dell’investimento

Il prezzo versato all’asta consente di acquisire l’immobile. Non consente automaticamente di renderlo utilizzabile, commerciabile o redditizio.

A quella cifra dovranno presumibilmente essere aggiunti:

  • spese legali e notarili;

  • verifiche tecniche e progettazione;

  • interventi strutturali;

  • adeguamento antisismico, se necessario;

  • rifacimento degli impianti;

  • efficientamento energetico;

  • bonifiche;

  • oneri urbanistici;

  • costi finanziari;

  • spese di commercializzazione;

  • imposte;

  • costi derivanti da ritardi e imprevisti.

In un edificio chiuso da anni, ogni valutazione preventiva deve essere considerata con prudenza.

Un impianto apparentemente recuperabile può dover essere completamente sostituito. Un cambio di destinazione ritenuto possibile può richiedere tempi molto più lunghi del previsto. Una stima di vendita residenziale può rivelarsi eccessiva rispetto alla domanda reale.

Per questo motivo, il vero investimento non è rappresentato dai 460.000 euro pagati per l’acquisto.

Il vero investimento è dato da:

prezzo di acquisizione + lavori + autorizzazioni + costi finanziari + tempi di attesa + rischio commerciale.

Il tema è centrale anche nelle operazioni analizzate da Investhotel.it, nelle quali il valore di un immobile alberghiero non viene determinato dal numero delle camere, ma dalla sua capacità di generare redditività o di sostenere una diversa strategia di valorizzazione.

Un hotel con 54 camere può davvero valere così poco?

Sì, se viene valutato nelle condizioni attuali.

Un albergo chiuso non produce ricavi, non genera margine operativo, non possiede una performance storica recente e non consente di applicare facilmente i tradizionali metodi reddituali.

Inoltre, il numero delle camere non coincide con il valore economico.

Un hotel può avere molte camere e un valore ridotto quando presenta:

  • una domanda insufficiente;

  • un prodotto non più competitivo;

  • costi elevati;

  • spazi poco efficienti;

  • forte dipendenza dagli intermediari;

  • tariffe medie troppo basse;

  • manutenzione arretrata;

  • un modello gestionale superato;

  • elevata necessità di capitale;

  • difficoltà urbanistiche o autorizzative.

L’Augustus dimostra un principio fondamentale: un immobile alberghiero vale realmente come hotel soltanto quando esistono un mercato, una gestione e un piano industriale capaci di produrre reddito.

In assenza di questi elementi, il valore può avvicinarsi maggiormente a quello dell’area, della struttura fisica o della possibile trasformazione.

Il progetto di conversione in appartamenti

La nuova proprietà punterebbe, secondo quanto riportato, a trasformare l’ex Hotel Augustus in appartamenti attraverso lo svincolo alberghiero.

La conversione residenziale può apparire più semplice della riapertura dell’hotel, ma anche in questo caso la redditività non è automatica.

Per valutarla correttamente occorre costruire un piano economico che consideri:

  1. superficie netta vendibile;

  2. numero e dimensione degli appartamenti;

  3. costi di frazionamento;

  4. standard richiesti;

  5. aree comuni non vendibili;

  6. parcheggi;

  7. tempi per le autorizzazioni;

  8. prezzi effettivi di vendita;

  9. velocità di assorbimento del mercato;

  10. rendimento richiesto dall’investitore.

Il valore degli appartamenti non può essere calcolato esclusivamente utilizzando i prezzi richiesti negli annunci immobiliari.

Occorre analizzare le compravendite effettivamente concluse, la qualità del prodotto finale, la posizione, la concorrenza, le dimensioni delle unità e la capacità di spesa della domanda.

Un progetto di conversione può presentare un margine teoricamente elevato e diventare fragile se le autorizzazioni rallentano o le vendite richiedono più tempo del previsto.

Svincolo alberghiero: soluzione o perdita definitiva di capacità ricettiva?

Lo svincolo alberghiero può rappresentare una risposta razionale quando una struttura non è più sostenibile e non esistono concrete possibilità di recupero.

Non dovrebbe però diventare una scorciatoia automatica.

Prima di autorizzare la trasformazione definitiva di un albergo sarebbe opportuno verificare:

  • se la struttura possa essere riposizionata;

  • se esistano operatori interessati alla gestione;

  • se sia possibile aggregarla ad altri immobili;

  • se una diversa categoria alberghiera possa essere sostenibile;

  • se il mercato richieda realmente nuove abitazioni;

  • se la conversione garantisca qualità urbanistica;

  • se la destinazione ricettiva abbia ancora un valore strategico per la città.

La perdita di un hotel è irreversibile.

Una volta trasformate le camere in appartamenti, difficilmente l’immobile tornerà a far parte dell’offerta turistica della destinazione.

Il punto non è difendere ogni albergo indipendentemente dalle sue condizioni. Il punto è distinguere gli immobili realmente fuori mercato da quelli che potrebbero recuperare competitività attraverso capitali, management e un diverso posizionamento.

Montecatini Terme e la crisi del patrimonio alberghiero

Montecatini Terme possiede una delle tradizioni alberghiere più importanti d’Italia.

Il suo sviluppo è stato costruito intorno alle terme, ai soggiorni prolungati, ai gruppi organizzati e a una domanda internazionale che nel tempo è profondamente cambiata.

Una parte dell’offerta non è riuscita ad adeguarsi con sufficiente rapidità.

Molte strutture hanno dovuto affrontare:

  • riduzione dei margini;

  • stagionalità;

  • dipendenza dai tour operator;

  • prezzi medi insufficienti;

  • frammentazione proprietaria;

  • difficoltà nel ricambio generazionale;

  • mancati investimenti;

  • manutenzione rinviata;

  • assenza di controllo di gestione;

  • debole posizionamento commerciale.

Il processo di perdita del valore segue quasi sempre la stessa dinamica.

Quando il margine operativo diminuisce, la proprietà riduce gli investimenti. La qualità del prodotto peggiora. Le tariffe si abbassano. La clientela diventa sempre più sensibile al prezzo. I margini si comprimono ulteriormente.

L’hotel entra così in un circolo vizioso dal quale diventa progressivamente più difficile uscire.

Come approfondito su RobertoNecci.it, la crisi di una struttura alberghiera raramente nasce da un singolo evento. È generalmente il risultato di anni di ritardi decisionali, sottocapitalizzazione e mancato adeguamento del modello gestionale.

Il precedente del Grand Hotel La Pace

Il caso Augustus viene affiancato dalla stampa locale a quello del Grand Hotel La Pace, altro storico albergo di Montecatini Terme passato nelle mani di una proprietà collegata a investitori russi.

L’acquisizione del Grand Hotel La Pace aveva alimentato aspettative di riqualificazione e rilancio.

Secondo la ricostruzione de Il Tirreno, sarebbero state avviate le procedure comunali necessarie per la ristrutturazione dell’immobile, ma l’intervento non sarebbe ancora concretamente partito.

Il confronto tra Augustus e Grand Hotel La Pace evidenzia un tema più ampio.

Montecatini dispone di immobili alberghieri prestigiosi e di grandi dimensioni, acquistabili in alcuni casi a valori contenuti rispetto al costo di ricostruzione. Tuttavia, il prezzo basso non elimina le complessità.

Per rilanciare questi edifici servono:

  • capitali effettivamente disponibili;

  • progetti eseguibili;

  • autorizzazioni;

  • management qualificato;

  • una strategia commerciale;

  • un modello economico sostenibile;

  • tempi compatibili con il rendimento atteso.

L’ingresso di investitori internazionali rappresenta un’opportunità soltanto quando è seguito dall’esecuzione.

Meglio riaprire l’hotel o trasformarlo in appartamenti?

Non esiste una risposta valida per ogni immobile.

La destinazione alberghiera può produrre maggiore valore quando la struttura:

  • opera in una destinazione attrattiva;

  • può raggiungere un ADR adeguato;

  • dispone di un numero efficiente di camere;

  • ha spazi accessori monetizzabili;

  • può essere affidata a un operatore professionale;

  • può entrare in un brand o in una rete distributiva;

  • genera un GOP sufficiente;

  • sostiene il servizio del debito e il rendimento del capitale.

La conversione residenziale può risultare più conveniente quando il valore delle singole unità, al netto di tutti i costi, supera il valore ottenibile dalla gestione alberghiera.

Il confronto corretto non è quindi tra “hotel” e “appartamenti” in termini astratti.

Occorre confrontare due piani economici completi:

Scenario alberghiero

  • investimento di riqualificazione;

  • ricavi attesi;

  • ADR;

  • occupazione;

  • GOP;

  • cap rate;

  • valore stabilizzato;

  • costo della gestione;

  • eventuale canone o management fee.

Scenario residenziale

  • superficie vendibile;

  • costo di trasformazione;

  • prezzo medio di vendita;

  • tempi di commercializzazione;

  • costi finanziari;

  • oneri;

  • margine industriale;

  • rischio di invenduto.

Solo questo confronto permette di individuare la destinazione capace di produrre il miglior rapporto tra rendimento e rischio.

Il valore non dipende dal prezzo d’asta

L’Hotel Augustus potrebbe rivelarsi un buon investimento. Oppure potrebbe diventare un progetto bloccato da costi, autorizzazioni e tempi.

La differenza sarà determinata da quattro fattori.

1. Autorizzazioni

La possibilità concreta di ottenere lo svincolo e il cambio di destinazione è il presupposto dell’intera operazione.

2. Costi dei lavori

Un edificio chiuso e degradato può nascondere criticità non immediatamente visibili.

3. Tempi

Ogni mese di ritardo genera costi finanziari, fiscali, tecnici e di gestione dell’immobile.

4. Valore finale

Il ricavo ottenuto dalla vendita degli appartamenti dovrà remunerare il capitale investito, i costi e il rischio assunto.

Acquistare a un prezzo ridotto non significa creare valore.

Il valore nasce dalla capacità di trasformare un immobile problematico in un prodotto sostenibile, autorizzato, finanziabile e richiesto dal mercato.

La lezione per i proprietari alberghieri

Il caso Augustus rappresenta anche un avvertimento per gli hotel ancora operativi.

Un albergo non perde valore quando arriva all’asta. Inizia a perderlo molto prima.

La distruzione del valore comincia quando la proprietà:

  • non misura la redditività;

  • rinvia la manutenzione;

  • non controlla il debito;

  • mantiene un prodotto superato;

  • non aggiorna il posizionamento;

  • non investe nel management;

  • confonde il fatturato con il margine;

  • non pianifica il passaggio generazionale;

  • aspetta che la crisi diventi irreversibile.

La gestione professionale e il controllo economico sono strumenti di tutela patrimoniale.

Il network Necci Hotels opera nella gestione e nella valorizzazione di strutture alberghiere, con l’obiettivo di migliorare performance, organizzazione, posizionamento e capacità di generare margini.

La prima difesa del valore di un hotel non è la vendita.

È la capacità di farlo funzionare prima che il mercato, le banche o una procedura giudiziaria ne determinino il prezzo.

Conclusioni

L’acquisto dell’ex Hotel Augustus per circa 460.000 euro non deve essere letto soltanto come una curiosità immobiliare.

L’operazione sintetizza alcuni dei principali fenomeni che stanno trasformando il patrimonio alberghiero italiano:

  • hotel chiusi e degradati;

  • vendite giudiziarie;

  • ingresso di capitali internazionali;

  • prezzi di acquisizione molto bassi;

  • necessità di investimenti elevati;

  • conversioni residenziali;

  • perdita definitiva di camere;

  • assenza di progetti industriali alternativi.

Il vero tema non è la provenienza dei capitali.

Il tema è comprendere se l’operazione produrrà una reale riqualificazione e se Montecatini saprà inserire queste trasformazioni all’interno di una strategia complessiva per il proprio patrimonio alberghiero.

Il prezzo di 460.000 euro attira l’attenzione.

Ma saranno i milioni eventualmente necessari per autorizzare, riqualificare, trasformare e commercializzare l’immobile a determinare il risultato finale.

Stai valutando l’acquisto o la riconversione di un hotel?

Hotel Management Group assiste investitori, proprietà, fondi, family office e operatori nelle operazioni di:

  • acquisizione di hotel;

  • analisi preliminare;

  • due diligence;

  • valutazione immobiliare e aziendale;

  • verifica del piano industriale;

  • riposizionamento;

  • selezione del gestore;

  • conversione;

  • asset management;

  • rilancio di strutture in difficoltà.

Non acquistare un albergo basandoti sul prezzo d’asta, sul numero delle camere o su una stima sommaria dei lavori.

Un errore nella verifica urbanistica, nei costi di trasformazione o nel valore di uscita può immobilizzare il capitale per anni e cancellare completamente il rendimento atteso.

Per sottoporre un’operazione a un’analisi preliminare riservata:

info@investimentialberghieri.it

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