La trasformazione dell’ex Consorzio Agrario di Tivoli Terme offre un caso concreto per comprendere una variabile ancora troppo poco considerata nelle operazioni hospitality: il valore di un hotel non dipende soltanto dall’immobile e dalla gestione, ma anche dalla traiettoria economica e urbana del micro-market nel quale è inserito.

Nel real estate alberghiero si tende ancora a concentrare la valutazione sull’asset.

Numero di camere.

ADR.

Occupazione.

RevPAR.

GOP.

EBITDA.

CAPEX.

Valore per camera.

Multipli.

Sono tutti indicatori fondamentali.

Ma raccontano soltanto una parte dell’investimento.

Un hotel non è un asset isolato.

È un immobile operativo inserito in un sistema urbano che può creare valore, conservarlo oppure distruggerlo.

È precisamente da questa prospettiva che il progetto di trasformazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario di Tivoli Terme, lungo la via Tiburtina, assume un significato che va oltre la dimensione puramente residenziale dell’intervento.

Perché di fronte a un hotel, accanto a un sistema termale e all’interno di un’area con potenziale turistico, la rigenerazione di un compendio degradato diventa anche una questione di hospitality valuation.


L’ex Consorzio Agrario: da elemento di degrado a progetto di trasformazione

L’intervento riguarda il compendio dell’ex Consorzio Agrario di via Tiburtina 275, da decenni inutilizzato e inserito in un contesto urbano strategico di Tivoli Terme.

Il progetto promosso da Fincres prevede la demolizione dei fabbricati esistenti e la realizzazione di due edifici residenziali, insieme ad opere di sistemazione e riqualificazione degli spazi circostanti.

Il Consiglio comunale di Tivoli ha riconosciuto il pubblico interesse dell’intervento e dato seguito all’iter amministrativo necessario alla realizzazione del progetto.

È importante distinguere il progetto dal risultato.

L’operazione dovrà completare il proprio percorso autorizzativo ed esecutivo.

Ma per chi analizza investimenti immobiliari e alberghieri il dato rilevante è un altro:

un’area dismessa che per decenni ha rappresentato una componente negativa del micro-market può entrare in una fase di trasformazione.

E questo può modificare progressivamente il valore economico degli asset che la circondano.


Il vero tema non sono i nuovi edifici. È il repricing del micro-market

In un modello alberghiero tradizionale si valuta l’hotel.

In un modello di investimento più evoluto si valuta anche ciò che accade nel raggio di qualche centinaio di metri dall’hotel.

Una struttura può essere rinnovata, efficientata e riposizionata.

Ma se il contesto rimane degradato, parte del CAPEX investito rischia di non trasformarsi completamente in incremento di ADR, reputazione e valore immobiliare.

Al contrario, un miglioramento strutturale dell’ambiente circostante può consentire all’hotel di monetizzare meglio investimenti che erano già presenti all’interno dell’asset.

È qui che nasce un concetto che potremmo definire:

Urban Alpha

L’Urban Alpha rappresenta la quota di crescita potenziale del valore generata non direttamente dall’intervento sull’immobile, ma dal miglioramento del contesto urbano nel quale l’immobile è inserito.

Non è un valore garantito.

Non è immediatamente misurabile.

Ma può essere incorporato nelle analisi prospettiche.

Se un quartiere migliora in termini di:

  • accessibilità;

  • sicurezza percepita;

  • qualità dello spazio pubblico;

  • servizi;

  • residenza;

  • retail;

  • infrastrutture;

  • illuminazione;

  • mobilità;

  • attrattività;

anche gli asset hospitality presenti nello stesso micro-market possono beneficiare di un progressivo re-rating.


Nel settore alberghiero la location non è un punto sulla mappa

Una delle semplificazioni più pericolose nella valutazione di un hotel è considerare la location esclusivamente in termini geografici.

Roma.

Milano.

Firenze.

Tivoli.

Centro.

Periferia.

Stazione.

Aeroporto.

In realtà la location alberghiera deve essere analizzata almeno su tre livelli.

Macro-location

Destinazione, flussi turistici, accessibilità nazionale e internazionale, domanda leisure e business.

Sub-market

Area della città o destinazione nella quale opera l’hotel.

Micro-location

I 300-500 metri che il cliente vede, percorre e vive attorno alla struttura.

È proprio la micro-location che può produrre una parte sorprendentemente elevata della percezione dell’esperienza.

Il cliente non valuta soltanto la camera.

Valuta inconsciamente anche:

  • la strada sulla quale arriva;

  • l’edificio che trova di fronte;

  • l’illuminazione;

  • i marciapiedi;

  • il traffico;

  • il decoro;

  • la possibilità di muoversi a piedi;

  • la sensazione di sicurezza;

  • la presenza di attività aperte;

  • l’immagine complessiva della zona.

Questa percezione entra successivamente nelle recensioni.

E le recensioni entrano nel pricing.

Il pricing entra nel RevPAR.

Il RevPAR entra nell’EBITDA.

L’EBITDA entra nella valutazione.

La relazione tra rigenerazione urbana e valore alberghiero è quindi molto meno astratta di quanto possa sembrare.


Il possibile impatto sull’hospitality

Il caso Tivoli Terme deve essere osservato partendo da cinque possibili canali di trasmissione del valore.

1. Riduzione dell’urban discount

Un immobile degradato vicino a una struttura alberghiera può rappresentare una vera e propria penalizzazione implicita.

Il mercato non la contabilizza separatamente.

La ingloba nel prezzo.

Nel rating.

Nell’ADR accettabile.

Nella willingness to pay.

Nella percezione del cliente.

La rimozione di questo elemento può ridurre progressivamente tale penalizzazione.


2. Miglioramento della guest experience

La guest experience inizia molto prima del check-in.

Per un albergo, interventi apparentemente esterni come:

  • sistemazione dei marciapiedi;

  • illuminazione;

  • maggiore qualità urbana;

  • nuove funzioni residenziali;

  • miglioramento della viabilità;

possono contribuire indirettamente a migliorare la percezione dell’intero soggiorno.


3. Incremento della qualità percepita della destinazione

Una destinazione cresce quando cresce l’insieme delle sue componenti.

Un singolo hotel può raggiungere livelli qualitativi elevati.

Ma se il contesto non evolve, il rischio è che rimanga un prodotto isolato.

La vera creazione di valore avviene quando asset privato e destinazione migliorano contemporaneamente.


4. Possibile crescita dei valori immobiliari

Le operazioni di rigenerazione possono influenzare progressivamente il valore degli immobili circostanti.

Nel settore alberghiero questo effetto va analizzato con prudenza, perché il valore di un hotel non deriva esclusivamente dai metri quadrati.

Ma un miglioramento della qualità urbana può incidere sulla componente real estate e sulla maggiore appetibilità futura dell’asset.


5. Maggiore attrattività per investitori e operatori

Gli investitori istituzionali non acquistano esclusivamente performance storiche.

Acquistano soprattutto traiettorie.

Un asset inserito in un territorio in trasformazione può essere percepito diversamente rispetto allo stesso immobile collocato in un contesto statico o progressivamente degradato.

Per questo motivo la pipeline di investimenti pubblici e privati attorno a un hotel deve entrare nella due diligence.


La possibile equazione del valore

In modo estremamente semplificato:

Hotel Value = Operating Performance + Real Estate Quality + Brand + Future Optionality + Location Quality

Ma la componente “Location Quality” non è costante.

Può aumentare.

Può diminuire.

E soprattutto può essere influenzata da investimenti che non appartengono direttamente al proprietario dell’hotel.

Questo significa che esistono esternalità positive capaci di generare valore per l’asset senza richiedere necessariamente nuovo CAPEX alberghiero.

La rigenerazione urbana è una di queste.


Un esempio semplice

Immaginiamo due hotel identici.

Stesso numero di camere.

Stessa gestione.

Stesso EBITDA.

Stesso brand.

Stesso CAPEX.

Il primo si trova davanti a un complesso abbandonato.

Il secondo davanti a un quartiere riqualificato, illuminato e servito.

È improbabile che il mercato assegni ai due asset esattamente lo stesso valore.

Perché la rischiosità prospettica è diversa.

La capacità di pricing è diversa.

La reputazione potenziale è diversa.

La liquidità futura dell’investimento può essere diversa.

Il territorio entra quindi nel rendimento.


Tivoli Terme e il sistema termale: il tema strategico più ampio

L’operazione assume ulteriore interesse perché si colloca all’interno di un territorio caratterizzato da una storica vocazione termale e alberghiera.

Tivoli Terme dispone di asset che, considerati singolarmente, possono apparire appartenenti a segmenti differenti:

terme.

hotel.

residenziale.

servizi.

aree da rigenerare.

Ma il vero valore territoriale emerge quando vengono letti come parti di un unico ecosistema.

Una destinazione termale non compete soltanto attraverso la qualità della struttura.

Compete attraverso:

  • accessibilità;

  • servizi;

  • ambiente urbano;

  • offerta complementare;

  • qualità dell’accoglienza;

  • permanenza media;

  • percezione del luogo;

  • capacità di attrarre nuovi investimenti.

La riqualificazione dell’ex Consorzio Agrario può quindi essere osservata come un tassello di un processo più ampio.

Non necessariamente decisivo.

Ma certamente rilevante.


Dal CAPEX alberghiero al CAPEX territoriale

Il settore hospitality discute molto di CAPEX.

CAPEX camere.

CAPEX impianti.

CAPEX F&B.

CAPEX spa.

CAPEX energetico.

CAPEX tecnologico.

Ma per molte destinazioni italiane esiste una seconda categoria altrettanto importante:

il CAPEX territoriale.

Strade.

Marciapiedi.

Illuminazione.

Stazioni.

Parcheggi.

Verde.

Spazi pubblici.

Recupero degli immobili degradati.

Servizi.

Mobilità.

Un hotel può investire milioni di euro all’interno della proprietà.

Ma se il territorio non investe contemporaneamente all’esterno, il ritorno sul capitale privato può essere parzialmente limitato.

Per questo un investitore dovrebbe sempre chiedersi:

Quanto CAPEX investirà la proprietà nell’hotel e quanto capitale pubblico o privato verrà investito nel territorio circostante?

È una domanda che può cambiare completamente la lettura dell’operazione.


La Urban Due Diligence dovrebbe entrare nelle acquisizioni alberghiere

Le due diligence alberghiere tradizionali approfondiscono correttamente:

  • proprietà;

  • titoli edilizi;

  • conformità;

  • impianti;

  • contratti;

  • licenze;

  • performance;

  • mercato;

  • business plan;

  • debito;

  • sostenibilità finanziaria.

Ma nelle operazioni value-add dovrebbe esistere anche una vera:

Urban Due Diligence

Un’analisi della traiettoria futura del territorio.

Dovrebbe comprendere almeno:

Pipeline immobiliare

Quali nuovi progetti sono previsti?

Rigenerazioni

Esistono immobili degradati destinati a trasformazione?

Mobilità

Sono previste nuove infrastrutture?

Residenziale

La popolazione dell’area sta aumentando o diminuendo?

Retail

Il tessuto commerciale si sta rafforzando?

Sicurezza e decoro

La percezione del micro-market sta migliorando?

Investimenti pubblici

Quali risorse sono già stanziate?

Alternative use

Sono possibili student housing, senior living, residenziale o serviced apartments?

Vincoli

Esistono criticità urbanistiche o ambientali che potrebbero frenare la trasformazione?

È questo il livello di analisi richiesto quando l’orizzonte dell’investimento non è dodici mesi ma cinque, sette o dieci anni.


Il valore non è soltanto quello di oggi

Un investitore non dovrebbe limitarsi a chiedere:

quanto vale l’hotel?

Dovrebbe costruire almeno tre scenari.

Scenario 1 — Status quo

Nessuna significativa trasformazione del territorio.

Scenario 2 — Rigenerazione parziale

Miglioramento dell’ambiente urbano senza cambiamenti strutturali della domanda.

Scenario 3 — Re-rating della destinazione

Rigenerazione urbana, nuovi investimenti, miglioramento della qualità dell’offerta e incremento della capacità di pricing degli hotel.

Il valore di un investimento può cambiare profondamente tra questi scenari.


Ma attenzione: rigenerazione non significa automaticamente creazione di valore

Qui è necessario evitare una semplificazione.

Un nuovo progetto immobiliare non genera automaticamente valore per gli hotel circostanti.

È necessario verificare:

  • qualità del progetto;

  • effettiva realizzazione;

  • tempi;

  • domanda reale;

  • impatto sulla mobilità;

  • infrastrutture disponibili;

  • qualità architettonica;

  • capacità del territorio di assorbire le nuove funzioni.

Una trasformazione può anche creare nuova congestione o produrre effetti inferiori alle aspettative.

Per questo il ruolo dell’advisor è precisamente quello di separare la narrativa immobiliare dal valore economico realmente sostenibile.


Tivoli Terme: un caso da seguire nel tempo

L’ex Consorzio Agrario non è oggi un’operazione alberghiera.

Ed è proprio questo a renderlo interessante.

Perché dimostra quanto una transazione immobiliare non hospitality possa avere implicazioni hospitality.

Se il progetto verrà realizzato e se produrrà un miglioramento concreto del contesto urbano, gli effetti potranno essere osservati attraverso indicatori molto precisi:

  • valori immobiliari;

  • nuove attività;

  • flussi;

  • reputazione della destinazione;

  • domanda alberghiera;

  • ADR;

  • occupazione;

  • eventuali nuovi investimenti.

Il caso dovrebbe quindi essere monitorato nel tempo.

Non come semplice cronaca.

Ma come laboratorio di urban value creation.


Una regola per gli investitori alberghieri

Quando si acquista un hotel non si acquista soltanto un edificio.

Si acquistano contemporaneamente:

l’immobile di oggi,
la gestione di oggi,
la domanda di oggi,
ma soprattutto una quota del territorio di domani.

Ed è quest’ultima componente che spesso determina la differenza tra un investimento mediocre e un investimento capace di generare extra-rendimento.

Perché il valore di un hotel termina catastalmente sul confine della proprietà.

Economicamente, no.


L’approccio di Investimenti Alberghieri

InvestimentiAlberghieri.it analizza operazioni hospitality integrando quattro dimensioni:

immobile, gestione, capitale e territorio.

La piattaforma si integra con l’analisi strategica sviluppata attraverso RobertoNecci.it, con le competenze finanziarie e di investment advisory di Investhotel.it e con l’esperienza operativa alberghiera di HotelManagementGroup.it.

L’obiettivo non è limitarsi a stabilire quanto vale oggi un asset.

È comprendere:

  • dove può essere creato valore;

  • quali criticità possono distruggerlo;

  • quale CAPEX sia realmente necessario;

  • quale struttura finanziaria sia sostenibile;

  • quale scenario di uscita sia realistico;

  • quanto la trasformazione del territorio possa incidere sul rendimento futuro.


CTA — Prima di acquistare un hotel, bisogna analizzare anche ciò che lo circonda

State valutando l’acquisto, la vendita, il finanziamento o il riposizionamento di un hotel, resort o complesso turistico?

Una corretta analisi non dovrebbe fermarsi ai bilanci e alle mura.

Occorre verificare:

business performance, CAPEX, posizionamento, mercato, struttura finanziaria, urbanistica, pipeline immobiliare e trasformazioni future del territorio.

Per analisi indipendenti di asset e operazioni hospitality:

info@investimentialberghieri.it



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